Laurus Quasar T900 XRH 5: alla ricerca del Graal


Cosa rende un basso Laurus diverso da tutti gli altri? Non è solo un discorso estetico, dietro c’è davvero molto di più.

Cosa amiamo del nostro strumento? Cosa invece pensiamo possa essere migliorato? Suonando un Laurus all’ultimo SHG di Milano mi sono detto che probabilmente Pierluigi Cazzola, liutaio di decennale esperienza, deve essersi posto queste due semplici domande ad un certo punto della sua vita di musicista.

Spinto da una grande creatività e supportato da solide basi di liuteria classica e amore per il legno, dal 1982 Cazzola ha dedicato la sua vita alla ricerca del Santo Graal dei bassi: uno strumento che unisca estetica, ergonomia, suonabilità e una resa sonora che non lasci spazio a dubbi.
Se ci sia riuscito o no è un giudizio molto soggettivo, ma personalmente rimango ogni volta spiazzato dall’ottimo feeling che mi da suonare un Laurus.

5 corde dalla linea inconfondibile, unica, che non lascia certo indifferente: o lo si odia o lo si ama, non ci sono mezze misure. Pierluigi realizza solo bassi Neck-Thru Body, usando legni dall’ottima stagionatura. Il manico, lamellare in 5 sezioni di acero e wengè dal profilo asimmetrico, ha degli inserti in grafite per aumentarne la stabilità. Tra i due pick up si trova un piccolo tubo di accordatura, sotto il quale si cela una camera tonale intercomunicante con quella ricavata nella spalla superiore; quest’ultima è coperta da un piano armonico sospeso ben visibile dalla particolare forma dell’intaglio sul top. Tutto questo rende il basso molto definito sull’attacco e regala un sustain davvero notevole.

La tastiera è in resina fenolica, materiale sintetico che elimina la possibilità di avere note morte e nel contempo unisce caratteristiche di minor assorbimento dell’umidità.

Il nostro T900 XRH monta due pick-up Nordstrand (dual coil al ponte e Fat Stack al manico), circuito Noll con switch attivo- passivo ed equalizzazione a tre vie (bassi, medi e alti).

Quando lo indossi a tracolla ti rendi davvero conto che anni di ricerca ergonomica hanno dato i loro frutti: basso leggero (poco meno di 4 kg), bilanciatissimo, prevede due agganci per la tracolla per avere il miglior feeling possibile. Messo in spalla è di una comodità disarmante: la paletta quasi si avvicina e rende meno faticoso suonare le note più gravi anche nelle linee di basso che non prevedono grandi “discese” verso il ponte.
L’action che si riesce ad ottenere è bassissima e la suonabilità di conseguenza è notevole.

Ora, potrei andare avanti paragrafi e paragrafi ad elencare i pregi di questo strumento, ma preferisco a questo punto porre un paio questioni che, nel corso degli anni e delle infinite fiere in cui mi sono trovato a parlare con i vari endorser, mi sono posto.

Cosa rende Laurus uno degli strumenti più chiaccherati e ricercati dai bassisti da più di 30 anni? Il design gioca la sua parte, ma è sopratutto l’entusiasmo del suo creatore, costantemente alla ricerca di un connubio tra liuteria classica ed innovazione in termini non solo timbrici ma anche ergonomici: il suo scopo è dare al musicista la libertà di esprimere al meglio la propria arte senza le noie fisiche che comporta suonare su un palco per ore.

Laurus è un basso per virtuosi? Se ci pensate lo suonano Malaman, De Donato, Alex Lofoco, Andrea Balasso… mica gente da ridere.
Eppure la risposta non è così scontata: il T900 è un basso con cui si può fare di tutto, dal jazz alla disco music, dal rock con il plettro al blues. Quando l’ho provato ho sempre fatto funk, forse perchè è il genere che sento più mio; in fondo, musicalmente parlando, ho un’anima funk. Ed allora Pierluigi ha ragione: “Chiunque ti incontri può avvertire la bellezza della tua anima: un basso Laurus ne farà sentire anche la voce”.
Qualunque essa sia.

Scritto da Carlo Debortoli

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Scheda Tecnica

  • Legni del corpo : Mogano Kaya con camera tonale e top decorativo in Ulivo/palissandro santos/acerò frisè
  • Manico : lamellare 5/7 sezioni di acero e amaranto con esclusiva forma asimmetrica disegnata sul calco della mano
  • Paletta : applicata con incastro e spinatura secondo i migliori canoni di liuteria classica
  • Scala : 34”
  • Tastiera : resina fenolica
  • Meccaniche : fine corpo con regolazione di accordatura ad alta precisione. Bloccaggio alla paletta che consente la massima velocità di trasmissione da parte delle corde (è consentito l’uso di qualsiasi tipo di corde)
  • Capotasto : in ottone con regolazione individuale delle corde
  • Ponte : con sellette indipendenti di ottone a blocco intero
  • Pickups : Nordstrand (Dual Coil ponte + Fat Stack manico nel modello in prova)
  • Elettronica : preamplificatore Noll a 3 vie (bassi – medi – acuti) con +/- 15db di intervento, volume generale push pull attivo/passivo, bilanciamento pick up. Alimentazione 9-18 volt
  • Verniciatura : poliuretanica “cerata” con trattamento artigianale

Galleria Fotografica (immagini da sito Laurus)