SHG 2018: le impressioni da Milano


26 anni e non sentirli: SHG anche quest’anno non delude e ci presenta alcune novità molto interessanti.

 

SHG MusicShow è ormai diventato un appuntamento fisso per il Team di BassDiscovery. La missione è sempre la stessa: scoprire e provare le ultime novità del mondo del basso elettrico.

Zaino in spalla, caricato con macchina fotografica e kit di ripresa video, siamo partiti in direzione Milano affidandoci ai potenti mezzi pubblici, ed arrivando di conseguenza un’ora dopo l’apertura: Trenitalia, si sa, è una garanzia in quanto a ritardi.

I BASSI

Dopo la classica fila per il braccialettino, ci tuffiamo nella fiera, con i suoi rumori, le luci, i dépliant e gli stand addobbati come se fosse già Natale.

Decidiamo di non seguire il percorso “prestabilito” dagli organizzatori, ma di dirigerci verso gli stand più interessanti.
Il primo da cui siamo attratti è quello di Chitarre Lodato: il simpatico artigiano di Torre Annunziata ci mostra i suoi lavori e ci spiega come tutto sia nato dalla ricerca di uno strumento fretless che potesse in qualche modo riprendere il contrabbasso. Le richieste sono poi arrivate anche per lo stesso basso con i tasti.
I bassi che abbiamo visto sono un fretless e un fretted, quest’ultimo con un top in zebrano molto bello. La peculiarità è l’estrema leggerezza (sono strumenti semiacustici amplificati solo da piezo), le rifiniture hanno qualche sbavatura, soprattutto nella parte dell’incollatura del manico. Bel progetto comunque che intendiamo seguire nella sua evoluzione.

Alfonso Camarota lo abbiamo conosciuto nella scorsa edizione. Usa concetti di liuteria classica abbinati ad una cura ergonomica e stilistica di alto livello, integrando il tutto con una buona dose di ricerca ed innovazione. Se lo scorso anno eravamo rimasti impressionati dalla sua tastiera “in carta” che sembra ebano (la durezza del materiale rende la tastiera incredibilmente resistente all’usura dovuta allo stress delle corde), quest’anno abbiamo discusso del suo macchinario per la rettifica dei tasti, che porta la precisione della tastatura a livelli altissimi, con tolleranze davvero irrisorie.
Altra novità niente male il truss rod estraibile e reinseribile: il vantaggio? In caso di sostituzione della barra il tutto può essere fatto in pochi minuti senza dover scollare la tastiera.

Il basso che abbiamo fatto provare a Gianni è il signature di Lello Somma. Si tratta di un Supertone 5 corde, verniciatura sunburst, con PU custom Mama al manico e Nordstrand al ponte.
Lo strumento è molto interessante, la scelta di legni classici abbinati a dei pu custom paga. Le sonorità hold style escono subito, ma i suoni più moderni sono facilmente ottenibili giocando con i volumi separati dei due pick up. Di suo parte con un timbro caldo e molto definito. Sempre maniacale la cura dei dettagli.

Allo stand LOUD incontriamo persone simpaticissime e disponibili. La loro originalità si rispecchia nei prodotti esposti: un 7 corde dalla linea accattivante ha catalizzato la nostra attenzione ed è finito in un attimo in spalla a Gianni, che ne ha subito constatato il peso importante.
Il MA7 ha un corpo in fassino, con top e back in radica di pioppo. Il manico è un neck thru in acero marezzato e wengè con inserti in carbonio, due truss rod scala 35 e tastiera in ebano 36 tasti. L’elettronica è una Delano sonar 3, preamp piezo Richter con mixing pot e un pu soap-bar Delano SBC7HE S-4.
Il basso è davvero interessante, accordato come un 6 corde con in più il Fa cantino, con un attacco definito e potente; le note gravi ci hanno impressionato per nitidezza e risposta sonora. Il manico è un po’ cicciotto, ma la tensione che deve reggere impone di sacrificarne la “linea”.

Molto interessante anche il modello MA4-HL, un headless in configurazione PJ anch’esso caratterizzato dal grande attacco. Appoggia pollice e verniciature ben fatte lo rendono uno strumento davvero appetibile.

Stand Laurus. Pierluigi ci accoglie subito con un sorriso grande così. Ed il perché si evince subito guardando il gioiellino messo in mostra: il Malaman Signature.
Federico Malaman (di cui trovate qua l’intervista fatta proprio alla fiera), suona con soddisfazione gli strumenti di Pierluigi da ormai 18 anni. Che ricambia costruendo per lui dei bassi a dir poco spettacolari.
Laurus ha sempre investito in studi ergonomici e timbrici, spingendosi sempre a migliorare un prodotto che negli anni è diventato un punto di riferimento nel mondo della liuteria dei bassi elettrici.
Sotto il top in palissandro, si trovano delle camere tonali accordate con 3 tubi di accordatura. I pick-Ups Nordstrand in versione Dual-Blade possono essere usati sia in Humbucker che in Single-coil. Rispetto al modello standard, nel signature le sellette sono state concepite per dare più sustain.
Nel provarlo apprezziamo sopratutto la versatilità sonora data dalla particolare configurazione dei pu, abbinata all’elettronica Noll custom. Lo slap in singolo esce da paura, mentre in humbucker preferiamo il fingering. 
Parlare con Federico ci ha chiarito molto le idee, quindi vi consigliamo di vedere la video intervista!

Altro basso molto interessante è un fretless con verniciatura marrone cioccolato, molto particolare per un Quasar, voluto così da un cliente. 
Pu al ponte, volume e tono bastano per tirar fuori tutta l’essenza del basso, che miagola che è un piacere e reagisce benissimo quando spostiamo la mano destra per cercare timbriche diverse.
Insomma, allo stand Laurus nulla di nuovo: sempre prodotti di altissimo livello!

Ed eccoci alla vera sorpresa di questo SHG, nascosta in un piccolo angolino tra uno stand e l’altro.
La liuteria di Mirel Lacatusu ci ha davvero stupito. Vuoi per i legni pregiati, vuoi per le rifiniture curatissime, vuoi per il manico pazzesco, allo stand Mirel rimaniamo parecchio.
Proviamo subito due modelli: il primo è il fretless 5 corde Loyal, un basso con manico in acero balcanico taglio di quarto rinforzato con barre di grafite, avvitato su un corpo monoblocco in noce.
Il manico è impressionante, suonabile fino al body con una facilità che lascia a bocca aperta e molto molto sottile. La linea del basso è filante, il bilanciamento ottimo, la cura della lavorazione (il tutto è fatto completamente a mano) si nota in ogni dettaglio.
La 5a corda è ben bilanciata, il basso risponde bene alla dinamica e miagola piacevolmente; il suono non è scuro e la scelta delle corde Galli Black Nylon è azzeccata.

Non è da meno il fretted: si tratta del modello Voevod, un 5 corde con body in Korina e uno splendido top in radica di pioppo. Il manico è come quello del fretless ma con tastiera in acero fiammato. L’elettronica è una Aguilar OBP3 (selettore attivo / passivo) che spinge due pu Nordstrand (configurabili in serie, singolo, parallelo).
Il basso è una favola: il manico (come prima) è impressionante, suonare vicino al body fraseggi veloci risulta davvero semplice ed i tasti si raggiungono con una facilità disarmante; il peso è di soli 3.8 kg grazie a piccoli accorgimenti come la scelta di montare meccaniche e ponte Hipshot.
Il pick up al manico in posizione leggermente arretrata esalta la versatilità timbrica dello strumento; i suoni che possiamo tirar fuori sono infiniti, e giocare con le varie configurazioni dei pu ci da veramente gusto.
Che dire? Mirel, questi bassi sono pazzeschi!

Altri Stand. Il tempo vola e quindi passiamo velocemente da altri produttori. Pierrebass è una persona molto alla mano che costruisce strumenti un tantino pesantucci, ma con una voce bella decisa.
Da Ibanez apprezziamo il BTB scala 33″ accordato C G D A E.

 

GLI ACCESSORI

Plate Waves / D’Addario ci accoglie subito presentandoci le ultime creature.
Il Chromatic Pedal Tuner nasce con il chiaro intento di spodestare dal trono degli accordatori a pedali il Polytune. E potrebbe pure riuscirci, visto che questa bestiolina è una crazy box di stile e semplicità. Il display verticale, colorato e molto luminoso, consente una facile lettura in qualsiasi condizione di luce. Il case è in alluminio e racchiude un processore 32 bit e tecnologia true bypass.

Molto interessante anche la tracolla con attacco universale autobloccante, pensata per poter fissare la tracolla in sicurezza senza acquistare kit dedicati. Bella idea, ma al momento abbiamo solo il modello in nylon che sembra più indicato per i chitarristi.

Per parlare di corde siamo stati dagli amici di Dogal, con cui abbiamo fatto alcuni test di recente.
Parlare con Andrea è come sfogliare un’enciclopedia tecnica sulla costruzione di corde per strumenti musicali.
Scalatura, peso, materiali, peculiarità timbriche: ad Andrea si può chiedere qualunque cosa, e questa grandissima passione si nota suonando le sue corde che sono ancora lavorate a mano.

Nello stand inoltre il team Dogal ci presenta una bella novità: un bassettino scala 21″ prodotto in Giappone dalla Bigisland. La particolarità sta nel fatto che monta delle corde in acciaio intrecciato scala 45 – 105, come per i bassi “veri”!
Una chicca che speriamo di portare presto in studio.

LA CURIOSITÀ

Una nota di colore e fantasia la incontriamo allo stand di Cristina Fanara e le sue MusiCarte.
L’idea è geniale: fare didattica giocando con delle carte sulle quali ci sono note, pause, chiavi di violino, di basso e via dicendo.
Stavolta ha vinto Samuele… Ma la sfida nel Team di BassDiscovery è appena inziata.

 

Scritto da Carlo Debortoli


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